NOTIFICA VIOLAZIONE MISURE COVID-19

L’effetto deflagrante dell’emergenza da COVID -19 ha costretto il Legislatore ad un massiccio intervento normativo tout court, con l’obiettivo dichiarato di contenere e, ove possibile prevenire, il contagio, ed allo stesso tempo tentare di riavviare il malconcio motore dell’economia nazionale, già messa a dura prova da anni di stagnazione.

Ma la norma, come è noto, ha il carattere dell’astrattezza e, anche se il suo contenuto non desta dubbi, ciò che crea complicazione è l’applicabilità in concreto e gli effetti giuridici che ne scaturiscono.

Del resto come la norma incida sulla quotidianità è ciò che più interessa al comune cittadino, che lascia gli arzigogoli e i sofismi giuridici agli uomini di Legge.

Come atteggiarsi allora nel caso di notifica di un verbale per violazione delle disposizioni in materia di COVID-19?

Appare, dunque, quanto mai necessario fornire delle linee guida utili a districarsi nel labirinto burocratico che inevitabilmente si è costretti ad affrontare, senza la certezza di trovare una via d’uscita.

Orbene, in prima battuta è rilevante evidenziare che il procedimento incoato a seguito della notifica del verbale di contestazione assumerà natura amministrativa. Avverso il verbale, infatti, potranno essere presentati memorie o scritti difensivi (entro 30 giorni ai sensi dell’art. 18 l.689/81), direttamente all’organo accertatore, che le inoltrerà a l’ufficio competente della Prefettura, corredato di controdeduzioni. In tal caso, ove non fossero accolte le tesi  difensive, non si potrà beneficiare dello sconto del 30% né della misura ridotta, ma la sanzione sarà determinata tra il minimo ed il massimo della sanzione prevista. 

Nella memoria sarà utile comprendere la documentazione utile a sostenere la propria tesi a difesa, oltre ai necessari documenti di identità e copia del verbale notificato.

Nell’eventualità che l’Autorità competente decida per l’infondatezza delle deduzioni difensive, determinandosi per il rigetto, si aprirà una seconda fase giurisdizionale; in tal caso la competenza sarà radicata presso il Giudice di Pace territorialmente competente, ove sarà possibile presentare ricorso avverso l’Ordinanza di rigetto entro 30giorni.

Qualora si decida l’inazione, e quindi si opti per non il non pagamento della sanzione, senza avvalersi della procedura appena citata, verrà emessa un’ordinanza ingiunzione il cui importo potrebbe essere maggiore, e l’importo sarà iscritto a ruolo con le ulteriori maggiorazioni di legge.

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Avv. Emilio Cintolo

L’Avvocato Emilio Cintolo consegue la laurea in Giurisprudenza nel 2004, e si abilita all’esercizio della professione forense nell’ottobre del 2007.

Completa la sua formazione per l’avvocatura sia con la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell’Università di Catania (corso biennale 2004/2006) poi, nel 2016 col corso propedeutico all’iscrizione nell’Albo speciale dei cassazionisti presso la Scuola superiore dell’avvocatura del Consiglio Nazionale Forense.

Specializzato in diritto Penale e relatore in numerosi convegni ed eventi formativi, è attualmente componente del direttivo della membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ragusa ed è patrocinatore presso le giurisdizioni superiori.

Maria Cristina Emmi

L’Avv. Maria Cristina Emmi si laurea in Giurisprudenza nel luglio del 2008 presso l’Università degli studi di Catania. Svolge il periodo di pratica forense collaborando con studi legali con sede a Catania specializzati nel settore del diritto civile, diritto del lavoro e diritto amministrativo, con particolare riferimento alla materia urbanistica e delle espropriazioni.

Nel 2011 si abilita all’esercizio della professione forense presso la Corte d’Appello di Catania ed inizia a svolgere la sua attività professionale patrocinando principalmente ricorsi innanzi al TAR ed al Tribunale Civile.

Dal 2016 l’Avv. Emmi, con una spiccata propensione all’approfondimento di argomenti riguardanti il diritto amministrativo, collabora con Enti di formazione svolgendo attività di docenza esterna in favore di impiegati comunali e dipendenti di società partecipate erogando formazione nelle materie specificamente dell’ordinamento degli enti locali, codice dell’amministrazione digitale, codice degli appalti, protocollo informatico, incompatibilità per i pubblici dipendenti, legge sul procedimento amministrativo, concorsi e stabilizzazioni nella Pubblica Amministrazione, sanzioni disciplinari.

Giuseppe D’Amico

L’Avvocato Giuseppe D’Amico consegue la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Catania nell’aprile del 2006, e si abilita all’esercizio della professione forense nel 2010. Nonostante l’estrazione “penalistica” dovuta ad una lunga pratica in questo settore del diritto, egli approfondisce anche altre tematiche del diritto, in particolar modo le società. Così ottiene un master di primo livello in “Diritto delle Società ed Economia delle aziende” nel 2016, mentre nel 2018 consegue la laurea specialistica in Scienze Economiche con il massimo dei voti.
Esperto in diritto dell’immigrazione, vanta una esperienza di sette anni come consulente legale del più grande centro d’accoglienza europeo sito in Mineo, e a tutt’oggi cura i ricorsi avverso il diniego della richiesta di protezione internazionale ex art. 35 bis D.lgs 25/2008. E’ anche autore di progetti sull’ introduzione alla legalità destinati ai richiedenti asilo, ed ha ideato protocolli di assistenza legale relativi alla richiesta di protezione internazionale presso le Commissioni Territoriali.
Ha collaborato per cinque anni in qualità di legale con la sigla UIL FPL settore pubblica amministrazione, curando diversi ricorsi dinanzi al Tribunale del Lavoro di Catania.
Dal 2017 è iscritto nell’Albo degli Amministratori Giudiziari, presso il Ministero della Giustizia e collabora in qualità di coadiutore nominato dall’Autorità Nazionale per i Beni Confiscati (ANBSC).
Si occupa inoltre della formazione universitaria attraverso l’attività di tutoring e coaching in materie giuridiche.

c/o Avv. Emilio Cintolo 
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