Dirigenza sanitaria – mansioni superiori

L’altalena, assunta dalla giurisprudenza, è quella tipica tra responsabilità “di fatto” del dirigente medico sulla Struttura (da un lato) ed il susseguirsi di incarichi di sostituzione temporanei e regolarmente retribuiti secondo CC.CC.NN.LL. (dall’altro).

Ebbene, nel contesto del ruolo e livello unico della dirigenza medica, la rinnovata normativa esclude le mansioni superiori, rendendo la pretesa di ulteriori differenze retributive irricevibile.

Aldilà di isolati assesti, anche la giurisprudenza di legittimità, esclude la possibilità di riconoscere qualsivoglia trattamento accessorio, limitando il diritto esigibile alla cd. indennità sostitutiva prevista dalla disciplina collettiva e da considerarsi adeguatamente remunerativa. Ciò oltretutto senza che rilevi, in senso contrario, la prosecuzione dell’incarico oltre il termine di sei mesi (o di dodici, se prorogato) per l’espletamento della procedura per la copertura del posto vacante (ex multis, Cass. Sez. Lav. nn. 4983 e 4984 del 2022.

Il quadro normativo e contrattuale, confermato dalla richiamata giurisprudenza, in sostanza preclude la possibilità di estendere alla dirigenza medica norme e principi che regolano il rapporto di lavoro non dirigenziale.

Non va dimenticato, infatti, il tenore del D.Lgs.n.165/01, art.19 (conformemente al D.Lgs.n.29/93, come modificato dal D.Lgs.n.80/98, art.13) che evidenzia le peculiarità della qualifica dirigenziale che, nel nuovo assetto, non esprime più una posizione lavorativa inserita nell’ambito di una carriera caratterizzata dallo svolgimento di determinate mansioni, ma l’idoneità del soggetto per un incarico, necessariamente a termine (quindi distinto dal contratto di lavoro a tempo indeterminato), specie con riferimento al ruolo unico della dirigenza sanitaria, con attribuzioni diverse ma di pari dignità (art.6 C.C.N.L. 2008) e mansioni equivalenti, senza rapporti di sovra o sotto ordinazione (art.27 C.C.N.L. 2000).

Peraltro, nell’ambito del ruolo unico della dirigenza sanitaria, le sostituzioni, ai sensi dell’art.18, co.7, del C.C.N.L.2000, non configurano mansioni superiori.

Ed è evidentemente significativo che, nonostante sia regolata espressamente l’ipotesi in cui la sostituzione sorga in conseguenza della cessazione del rapporto di lavoro del dirigente interessato, le parti collettive non abbiano fatto cenno alle conseguenze che, sul piano economico, sarebbero potute derivare dal mancato rispetto del termine. E detta omissione non può essere ritenuta casuale, atteso che la norma contrattuale ha tenuto ad affermare, come principio di carattere generale, che la sostituzione non implica l’espletamento di mansioni superiori!

Ne consegue che il mancato rispetto del termine non può legittimare la rivendicazione del trattamento economico spettante al dirigente sostituito (Cfr. Cass. cit.).

Peraltro l’incarico è stato comunque remunerato adeguatamente con la graduazione della retribuzione di posizione variabile e la cd. indennità sostitutiva che –in quanto ricollegata al valore dell’incarico assegnato– è certamente adeguata alla quantità e qualità della prestazione.

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Avv. Emilio Cintolo

L’Avvocato Emilio Cintolo consegue la laurea in Giurisprudenza nel 2004, e si abilita all’esercizio della professione forense nell’ottobre del 2007.

Completa la sua formazione per l’avvocatura sia con la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell’Università di Catania (corso biennale 2004/2006) poi, nel 2016 col corso propedeutico all’iscrizione nell’Albo speciale dei cassazionisti presso la Scuola superiore dell’avvocatura del Consiglio Nazionale Forense.

Specializzato in diritto Penale e relatore in numerosi convegni ed eventi formativi, è attualmente componente del direttivo della membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ragusa ed è patrocinatore presso le giurisdizioni superiori.

Maria Cristina Emmi

L’Avv. Maria Cristina Emmi si laurea in Giurisprudenza nel luglio del 2008 presso l’Università degli studi di Catania. Svolge il periodo di pratica forense collaborando con studi legali con sede a Catania specializzati nel settore del diritto civile, diritto del lavoro e diritto amministrativo, con particolare riferimento alla materia urbanistica e delle espropriazioni.

Nel 2011 si abilita all’esercizio della professione forense presso la Corte d’Appello di Catania ed inizia a svolgere la sua attività professionale patrocinando principalmente ricorsi innanzi al TAR ed al Tribunale Civile.

Dal 2016 l’Avv. Emmi, con una spiccata propensione all’approfondimento di argomenti riguardanti il diritto amministrativo, collabora con Enti di formazione svolgendo attività di docenza esterna in favore di impiegati comunali e dipendenti di società partecipate erogando formazione nelle materie specificamente dell’ordinamento degli enti locali, codice dell’amministrazione digitale, codice degli appalti, protocollo informatico, incompatibilità per i pubblici dipendenti, legge sul procedimento amministrativo, concorsi e stabilizzazioni nella Pubblica Amministrazione, sanzioni disciplinari.

Giuseppe D’Amico

L’Avvocato Giuseppe D’Amico consegue la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Catania nell’aprile del 2006, e si abilita all’esercizio della professione forense nel 2010. Nonostante l’estrazione “penalistica” dovuta ad una lunga pratica in questo settore del diritto, egli approfondisce anche altre tematiche del diritto, in particolar modo le società. Così ottiene un master di primo livello in “Diritto delle Società ed Economia delle aziende” nel 2016, mentre nel 2018 consegue la laurea specialistica in Scienze Economiche con il massimo dei voti.
Esperto in diritto dell’immigrazione, vanta una esperienza di sette anni come consulente legale del più grande centro d’accoglienza europeo sito in Mineo, e a tutt’oggi cura i ricorsi avverso il diniego della richiesta di protezione internazionale ex art. 35 bis D.lgs 25/2008. E’ anche autore di progetti sull’ introduzione alla legalità destinati ai richiedenti asilo, ed ha ideato protocolli di assistenza legale relativi alla richiesta di protezione internazionale presso le Commissioni Territoriali.
Ha collaborato per cinque anni in qualità di legale con la sigla UIL FPL settore pubblica amministrazione, curando diversi ricorsi dinanzi al Tribunale del Lavoro di Catania.
Dal 2017 è iscritto nell’Albo degli Amministratori Giudiziari, presso il Ministero della Giustizia e collabora in qualità di coadiutore nominato dall’Autorità Nazionale per i Beni Confiscati (ANBSC).
Si occupa inoltre della formazione universitaria attraverso l’attività di tutoring e coaching in materie giuridiche.

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